giovedì, gennaio 08, 2015
martedì, novembre 04, 2014
venerdì, ottobre 17, 2014
giovedì, ottobre 02, 2014
A Knight's Tale
A inizio film, durante il battito di mani del pubblico al ritmo della canzone We Will Rock You dei Queen, si possono notare Brian May (chitarrista del gruppo) e Roger Meddows-Taylor (batterista del gruppo) battere le mani a tempo e cantare.
giovedì, settembre 18, 2014
L'indipendenza scozzese
Questo è un video intelligente, che vi aiuta a fare il punto della situazione sulla questione dell'indipendenza della Scozia! : https://www.youtube.com/watch?v=Dxk57J9EOpw
domenica, agosto 24, 2014
Il castello di Neuschwanstein
- Il castello di Neuschwanstein (in tedesco Schloss Neuschwanstein, letteralmente in italiano Il castello della Nuova Pietra del Cigno) è un castello costruito tra il 1869 e il 1886, situato nel Sud-ovest della Baviera nei pressi di Füssen, nella località di Schwangau. Commissionato dal re Ludovico II di Baviera come ritiro personale ed omaggio al genio del musicista Richard Wagner da lui particolarmente amato, Ludovico pagò per la costruzione del palazzo coi propri fondi senza accedere al tesoro di stato. Il re amava rimanere isolato dal mondo e questo luogo era divenuto per lui un rifugio personale, ma dopo la sua morte nel 1886 esso fu aperto subito al pubblico, desideroso di visitare quello che veniva decantato come un progetto fantasioso.- Ha ispirato i castelli delle favole della Walt Disney, che lo prese a modello per alcuni tra i suoi più celebri film d'animazione: Biancaneve e i sette nani, Cenerentola, La bella addormentata nel bosco. Ha ispirato il castello di Pandora della serie anime I Cavalieri dello zodiaco, ad esclusione di Episode G. Nel castello sono stati ambientati innumerevoli film, ad esempio era il "palazzo di Vulgaria" nel film Chitty Chitty Bang Bang. Può essere annoverato fra i castelli e le fortezze più visitati in Europa: circa 1,4 milioni di visitatori all'anno, di cui 6000 al giorno solo in estate.
venerdì, agosto 22, 2014
La Beffa dell'Usuraio
Un signore di novantuno anni, con un simbolico ed essenziale
ponte veneziano sopra di lui. Un vecchio animale solo e ancora pieno di una
velenosa, avida determinazione a vivere. E’ uno di quei casi in cui l’attore e
il personaggio si confondono: Shylock, l’usuraio ebreo protagonista-antagonista
del Mercante di Venezia shakespeariano, e il suo interprete Giorgio
Albertazzi, che lo scorso 15 agosto ha portato al teatro di Villa Adele ad
Anzio la versione diretta da Giancarlo Marinelli (spettacolo che sarà
replicato, da qui a novembre, in altre città italiane, tra cui Reggio Calabria,
Roma, Palermo e Treviso).
Di sicuro, la principale ragione della moltitudine di
residenti e villeggianti accorsa ad assistere e ad applaudire è stata lui, il
grande attore teatrale (e non solo), come dimostra l’ovazione che ha accolto il
suo ingresso nei panni di Shylock. Oltrepassato il nono decennio di vita,
Albertazzi continua a offrirsi al pubblico con una generosità e una passione
che al contempo commuovono e mettono a disagio. E’ nudo, fragile, eppure lucido
e crudelmente vivace. Senza pause smarrite tra le battute, con passi e
movimenti piccoli, sorretti e prolungati dal bastone, Shylock è presente, duro
e isolato dall’inizio alla fine, mentre tiene testa agli abitanti una Venezia
che lo odia e di cui si beffa, o tenta di beffarsi. L’uomo dietro e dentro il
ruolo non si spoglia del personaggio, ma attraverso di esso. E
allora sentiamo l’accento toscano che emerge nei momenti di maggior
concitazione drammatica (gli urli mentre cerca invano la figlia fuggita di
casa, ad esempio). Ma non è una parodia, né l’ostentazione della propria
soggettività di divo. E’ semplicemente condivisione di una condizione comune,
quella del vecchio attore e quella del vecchio usuraio, entrambi segnati
dall’inevitabile resa alle ragioni del dramma e a quelle della natura. Non ha
più senso tenere le distanze, o dare l’illusione di una distanza. Shylock è
destinato a perdere di fronte alla società dei cristiani, come l’uomo è
destinato a cedere di fronte a forze più grandi di lui.
E perciò, nel
celeberrimo monologo “Non ha occhi, un ebreo?”, non vediamo l’esplosione del
rancore vendicativo, ma piuttosto l’interrogazione desolata, amara, sarcastica,
di una voce resa sempre più stanca e roca dagli anni, ma ancora in grado di
contraddire, di accusare, di rivendicare il proprio essere al mondo. Così come
è molto più l’autoironia, anziché la rabbia scomposta, ad emergere nel dialogo
col servo-buffone che lo informa di come la figlia stia scialacquando senza
pudore i beni paterni. Più che beffarsi di noi, dunque, l’ironia di questo
Shylock-Albertazzi sembra rivolta prima di tutto verso se stesso.
Uno Shylock
che non è la sola ragione d’interesse del Mercante andato in scena.
L’adattamento subito dal testo, infatti, arriva a mettere a disagio almeno
quanto l’interpretazione dell’attore principale. E poiché il vero colpo è
assestato nel finale, ci vediamo costretti ad avvisare dell’imminente spoiler.
Nell’ultima scena il testo spettacolare ribalta clamorosamente le premesse di
quello scritto. In entrambi, le due mogli Porzia e Nerissa, approfittando del
loro travestimento da giuristi maschi, hanno messo alla prova la fedeltà dei
rispettivi mariti facendosi consegnare gli anelli che i due uomini avevano
giurato, in nome del proprio legame amoroso e coniugale, di non dare via. Ma se
la conclusione shakespeariana vede le coppie riconciliarsi dopo che le donne
hanno avuto la soddisfazione di beffarsi dei propri mariti, nel finale di
questa versione la frattura non è affatto sanata: le mogli escono di scena
cariche di autentico dolore e delusione, più che di semplice irritazione.
Perché hanno avuto la conferma dell’amarissima verità che sottende l’intera
opera, quella scritta da Shakespeare come quella messa in scena: la realtà e
l’apparenza non coincidono, mai.
Le parole, anche quelle del cuore e dei
giuramenti, sono simulacri effimeri laddove persino i testi della legge e dei
contratti possono essere indirizzati dall’abilità di un avvocato verso effetti
opposti. L’inganno, la falsità, l’ipocrisia, sono le uniche istituzioni
indubitabili della società. Almeno, di questa società. La società
rappresentata emblematicamente dalla Venezia cinquecentesca, dove tutti portano
una maschera, e non solo durante il Carnevale. La società di quelli che
Shylock-Albertazzi chiama sprezzantemente “cristiani”, con un’emissione di voce
che è quasi un sospiro corrosivo e malinconico. Già, perché in questo mondo di
ruoli dentro i ruoli, di verità non dette e celate dal proprio opposto, l’unico
che pare non nascondere la propria natura, in entrambi i testi, è proprio
Shylock. L’emarginato, l’usuraio, il “cattivo”. L’ebreo. E in questo nuovo
finale, dove tutti sono sconfitti, la beffa dei cristiani si ritorce contro i
carnefici. Una conclusione che, pur ribaltando la lettera del testo
shakespeariano, fa propria l’anima acida e sgradevole del dramma, e la porta
alle estreme conseguenze. La beffa di Shylock ai danni dei cristiani è fallita,
almeno per lui; quella dello spettacolo è riuscita. Senza risparmiare nessuno.
venerdì, agosto 08, 2014
Saprò aspettare
Ho aspettato tanto. Una sola canzone accettabile e un paio di video (di rara bellezza) non sono sufficienti per dei musicisti del vostro valore; questo è il secondo album di seguito che toppate. Ritrovate l'ispirazione, ritrovate voi stessi, ricordatevi chi siete. Chi ha inciso Viva la vida, uno dei cd pop/rock più belli dell'ultimo decennio? Voi avete fatto quel disco e potete farne un altro che lo eguagli, potete farne un altro che lo superi; saprò aspettare.lunedì, agosto 04, 2014
Tron Legacy
sabato, agosto 02, 2014
Come va?
Come va?
1. Icaro: “Uno schianto”
2. Proserpina: “Mi sento giù”
3. Prometeo: “Mi rode…”
4. Teseo: “Finché mi danno corda…”
5. Edipo: “La mamma è contenta”
6. Damocle: “Potrebbe andar peggio”
7. Priapo: “Cazzi miei”
8. Ulisse: “Siamo a cavallo”
9. Omero: “Me la vedo nera”
10. Eraclito: “Va, va…”
11. Parmenide: “Non va”
12. Talete: “Ho l’acqua alla gola”
13. Epimenide: “Mentirei se glielo dicessi”
14. Gorgia: “Mah!”
15. Demostene: “Difficile a dirsi”
16. Pitagora: “Tutto quadra”
17. Ippocrate: “Finché c’è la salute…”
18. Socrate: “Non so”
19. Diogene: “Da cani”
20. Platone: “Idealmente”
21. Aristotele: “Mi sento in forma”
22. Plotino: “Da Dio”
23. Catilina: “Finché dura…”
24. Epicuro: “Di traverso”
25. Muzio Scevola: “Se solo mi dessero una mano…”
26. Attilio Regolo: “Sono in una botte di ferro”
27. Fabio Massimo: “Un momento…”
28. Giulio Cesare: “Sa, si vive per i figli, e poi marzo è il mio mese preferito…”
29. Lucifero: “Come Dio comanda”
30. Giobbe: “Non mi lamento, basta aver pazienza”
31. Geremia: “Sapesse, ora le dico…”
32. Noè: “Guardi che mare…”
33. Onan: “Mi accontento”
34. Mosè: “Facendo le corna…”
35. Cheope: “A me basta un posticino al sole…”
36. Sheherazade: “In breve, ora le dico…”
37. Boezio: “Mi consolo”
38. Carlo Magno: “Francamente bene”
39. Dante: “Sono al settimo cielo”
40. Giovanna d’Arco: “Si suda”
41. San Tommaso: “Tutto sommato bene”
42. Erasmo: “Bene da matti”
43. Colombo: “Si tira avanti”
44. Lucrezia Borgia: “Prima beve qualcosa?”
45. Giordano Bruno: “Infinitamente bene”
46. Lorenzo de’ Medici: “Magnificamente”
47. Cartesio: “Bene, penso”
48. Berkeley: “Bene, mi sembra”
49. Hume: “Credo bene”
50. Pascal: “Sa, ho tanti pensieri…”
51. Enrico VIII: “Io bene, è mia moglie che…”
52. Galileo: “Gira bene”
53. Torricelli: “Tra alti e bassi”
54. Pontorno: “In una bella maniera”
55. Desdemona: “Dormo tra due guanciali…”
56. Newton: “Regolarmente”
57. Leibniz: “Non potrebbe andar meglio”
58. Spinoza: “In sostanza, bene”
59. Hobbes: “Tempo da lupi”
60. Vico: “Va e viene”
61. Papin: “Ho la pressione alta”
62. Montgolfier: “Ho la pressione bassa”
63. Franklin: “Mi sento elettrizzato”
64. Robespierre: “Cè da perderci la testa”
65. Marat: “Un bagno”
66. Casanova: “Vengo”
67. Goethe: “C’è poca luce”
68. Beethoven: “Non mi sento bene”
69. Shubert: “Non mi interrompa, per Dio”
70. Novalis: “Un sogno”
71. Leopardi: “Sfotte?”
72. Foscolo: “Dopo morto, meglio”
73. Manzoni: “Grazie a Dio, bene”
74. Sacher-Masoch: “Grazie a Dio, male”
75. Sade: “A me bene”
76. D’Alambert e Diderot: “Non si può dire in due parole”
77. Kant: “Situazione critica”
78. Hegel: “In sintesi, bene”
79. Schopenhauer: “La volontà non manca”
80. Cambronne: “Boccaccia mia…”
81. Marx: “Andrà meglio…”
82. Carlo Alberto: “A carte 48”
83. Paganini: “L’ho già detto”
84. Darwin: “Ci si adatta”
85. Livingstone: “Mi sento un po’ perso”
86. Nievo: “Le dirò, da piccolo…”
87. Nietzsche: “Al di là del bene, grazie”
88. Mallarme’: “Sono andato in bianco”
89. Proust: “Diamo tempo al tempo”
90. Henry James: “Secondo i punti di vista”
91. Kafka: “Mi sento un verme”
92. Musil: “Così così”
93. Joyce: “Fine yes yes yes”
94. Nobel: “Sono in pieno boom”
95. Larousse: “In poche parole, male”
96. Curie: “Sono raggiante”
97. Dracula: “Sono in vena”
98. Croce: “Non possiamo non dirci in buone condizioni di spirito”
99. Picasso: “Va a periodi”
100. Lenin: “Cosa vuole che faccia?”
101. Hitler: “Forse ho trovato la soluzione”
102. Heisemberg: “Dipende”
103. Pirandello: “Secondo chi?”
104. Sotheby: “D’incanto”
105. Bloch: “Spero bene”
106. Freud: “Dica lei”
107. D’Annunzio: “Va che è un piacere”
108. Popper: “Provi che vado male”
109. Ungaretti: “Bene (a capo) grazie”
110. Fermi: “O la va o la spacca”
111. Camus: “Di peste”
112. Matusalemme: “Tiro a campare”
113. Lazzaro: “Mi sento rivivere”
114. Giuda: “Al bacio”
115. Ponzio Pilato: “Fate voi”
116. San Pietro: “Mi sento un cerchio alla testa”
117. Nerone: “Guardi che luce”
118. Maometto: “Male, vado in montagna”
119. Savonarola: “E’ il fumo che mi fa male”
120. Orlando “Scusi, vado di furia”
121. Cyrano: “A naso, bene”
122. Volta: “Più o meno”
123. Pietro Micca: “Non ha letto che è vietato fumare”
124. Jacquard: “Faccio la spola”
125. Malthus: “Cè una ressa…”
126. Bellini: “Secondo la norma”
127. Lumiere: “Attento al treno!”
128. Gandhi: “L’appetito non manca”
129. Agatha Christie: “Indovini”
130. Einstein: “Rispetto a chi?”
131. Stakanov: “Non vedo l’ora che arrivi ferragosto…”
132. Rubbia: “Come fisico, bene”
133. Sig.ra Riello: “Sono stufa!”
134. La Palisse: “Va esattamente nella maniera in cui va”
135. Shakespeare: “Ho un problema: va bene o non va bene?”
136. Alice: “Una meraviglia”
137. Dr. Zap: “Bene, la sai l’ultima?”
138. Verga: “Di malavoglia”
139: Heidegger: “Quante chiacchiere!”
140. Grimm: “Una favola!
(Umberto Eco) ("Il secondo diario minimo") (1992)
1. Icaro: “Uno schianto”
2. Proserpina: “Mi sento giù”
3. Prometeo: “Mi rode…”
4. Teseo: “Finché mi danno corda…”
5. Edipo: “La mamma è contenta”
6. Damocle: “Potrebbe andar peggio”
7. Priapo: “Cazzi miei”
8. Ulisse: “Siamo a cavallo”
9. Omero: “Me la vedo nera”
10. Eraclito: “Va, va…”
11. Parmenide: “Non va”
12. Talete: “Ho l’acqua alla gola”
13. Epimenide: “Mentirei se glielo dicessi”
14. Gorgia: “Mah!”
15. Demostene: “Difficile a dirsi”
16. Pitagora: “Tutto quadra”
17. Ippocrate: “Finché c’è la salute…”
18. Socrate: “Non so”
19. Diogene: “Da cani”
20. Platone: “Idealmente”
21. Aristotele: “Mi sento in forma”
22. Plotino: “Da Dio”
23. Catilina: “Finché dura…”
24. Epicuro: “Di traverso”
25. Muzio Scevola: “Se solo mi dessero una mano…”
26. Attilio Regolo: “Sono in una botte di ferro”
27. Fabio Massimo: “Un momento…”
28. Giulio Cesare: “Sa, si vive per i figli, e poi marzo è il mio mese preferito…”
29. Lucifero: “Come Dio comanda”
30. Giobbe: “Non mi lamento, basta aver pazienza”
31. Geremia: “Sapesse, ora le dico…”
32. Noè: “Guardi che mare…”
33. Onan: “Mi accontento”
34. Mosè: “Facendo le corna…”
35. Cheope: “A me basta un posticino al sole…”
36. Sheherazade: “In breve, ora le dico…”
37. Boezio: “Mi consolo”
38. Carlo Magno: “Francamente bene”
39. Dante: “Sono al settimo cielo”
40. Giovanna d’Arco: “Si suda”
41. San Tommaso: “Tutto sommato bene”
42. Erasmo: “Bene da matti”
43. Colombo: “Si tira avanti”
44. Lucrezia Borgia: “Prima beve qualcosa?”
45. Giordano Bruno: “Infinitamente bene”
46. Lorenzo de’ Medici: “Magnificamente”
47. Cartesio: “Bene, penso”
48. Berkeley: “Bene, mi sembra”
49. Hume: “Credo bene”
50. Pascal: “Sa, ho tanti pensieri…”
51. Enrico VIII: “Io bene, è mia moglie che…”
52. Galileo: “Gira bene”
53. Torricelli: “Tra alti e bassi”
54. Pontorno: “In una bella maniera”
55. Desdemona: “Dormo tra due guanciali…”
56. Newton: “Regolarmente”
57. Leibniz: “Non potrebbe andar meglio”
58. Spinoza: “In sostanza, bene”
59. Hobbes: “Tempo da lupi”
60. Vico: “Va e viene”
61. Papin: “Ho la pressione alta”
62. Montgolfier: “Ho la pressione bassa”
63. Franklin: “Mi sento elettrizzato”
64. Robespierre: “Cè da perderci la testa”
65. Marat: “Un bagno”
66. Casanova: “Vengo”
67. Goethe: “C’è poca luce”
68. Beethoven: “Non mi sento bene”
69. Shubert: “Non mi interrompa, per Dio”
70. Novalis: “Un sogno”
71. Leopardi: “Sfotte?”
72. Foscolo: “Dopo morto, meglio”
73. Manzoni: “Grazie a Dio, bene”
74. Sacher-Masoch: “Grazie a Dio, male”
75. Sade: “A me bene”
76. D’Alambert e Diderot: “Non si può dire in due parole”
77. Kant: “Situazione critica”
78. Hegel: “In sintesi, bene”
79. Schopenhauer: “La volontà non manca”
80. Cambronne: “Boccaccia mia…”
81. Marx: “Andrà meglio…”
82. Carlo Alberto: “A carte 48”
83. Paganini: “L’ho già detto”
84. Darwin: “Ci si adatta”
85. Livingstone: “Mi sento un po’ perso”
86. Nievo: “Le dirò, da piccolo…”
87. Nietzsche: “Al di là del bene, grazie”
88. Mallarme’: “Sono andato in bianco”
89. Proust: “Diamo tempo al tempo”
90. Henry James: “Secondo i punti di vista”
91. Kafka: “Mi sento un verme”
92. Musil: “Così così”
93. Joyce: “Fine yes yes yes”
94. Nobel: “Sono in pieno boom”
95. Larousse: “In poche parole, male”
96. Curie: “Sono raggiante”
97. Dracula: “Sono in vena”
98. Croce: “Non possiamo non dirci in buone condizioni di spirito”
99. Picasso: “Va a periodi”
100. Lenin: “Cosa vuole che faccia?”
101. Hitler: “Forse ho trovato la soluzione”
102. Heisemberg: “Dipende”
103. Pirandello: “Secondo chi?”
104. Sotheby: “D’incanto”
105. Bloch: “Spero bene”
106. Freud: “Dica lei”
107. D’Annunzio: “Va che è un piacere”
108. Popper: “Provi che vado male”
109. Ungaretti: “Bene (a capo) grazie”
110. Fermi: “O la va o la spacca”
111. Camus: “Di peste”
112. Matusalemme: “Tiro a campare”
113. Lazzaro: “Mi sento rivivere”
114. Giuda: “Al bacio”
115. Ponzio Pilato: “Fate voi”
116. San Pietro: “Mi sento un cerchio alla testa”
117. Nerone: “Guardi che luce”
118. Maometto: “Male, vado in montagna”
119. Savonarola: “E’ il fumo che mi fa male”
120. Orlando “Scusi, vado di furia”
121. Cyrano: “A naso, bene”
122. Volta: “Più o meno”
123. Pietro Micca: “Non ha letto che è vietato fumare”
124. Jacquard: “Faccio la spola”
125. Malthus: “Cè una ressa…”
126. Bellini: “Secondo la norma”
127. Lumiere: “Attento al treno!”
128. Gandhi: “L’appetito non manca”
129. Agatha Christie: “Indovini”
130. Einstein: “Rispetto a chi?”
131. Stakanov: “Non vedo l’ora che arrivi ferragosto…”
132. Rubbia: “Come fisico, bene”
133. Sig.ra Riello: “Sono stufa!”
134. La Palisse: “Va esattamente nella maniera in cui va”
135. Shakespeare: “Ho un problema: va bene o non va bene?”
136. Alice: “Una meraviglia”
137. Dr. Zap: “Bene, la sai l’ultima?”
138. Verga: “Di malavoglia”
139: Heidegger: “Quante chiacchiere!”
140. Grimm: “Una favola!
(Umberto Eco) ("Il secondo diario minimo") (1992)
mercoledì, luglio 23, 2014
L'amico di Garibaldi
Giuseppe Garibaldi era un amico del poeta Alfred Tennyson e venne a trovarlo nella bellissima Isola di Wight, nel 1864, non lontano da dove viveva il nostro Guglielmo Marconi; fu durante questa visita che l'amico Tennyson gli dedicò un pino estremamente alto che Garibaldi stesso piantò vicino la sua casa. Tennyson dedicò a lui questi versi:
Or watch the waving pine which here
The warrior of Caprera set,
A name that earth will not forget
Till earth has rolled her latest year
O guardate il pino che ondeggiava che qui
il guerriero di Caprera ha piantato,
nome che la terra non dimenticherà finchè
la terra ha fatto rotolare il suo ultimo anno
Or watch the waving pine which here
The warrior of Caprera set,
A name that earth will not forget
Till earth has rolled her latest year
O guardate il pino che ondeggiava che qui
il guerriero di Caprera ha piantato,
nome che la terra non dimenticherà finchè
la terra ha fatto rotolare il suo ultimo anno
martedì, luglio 22, 2014
Dario Marianelli
giovedì, luglio 17, 2014
L'annata Novanta per il cinema
- La nostra annata, l'annata Novanta, per il cinema fu gloriosa! Furono tanti i motivi, ma direi che ce ne sono quattro su tutti: 1) Tornano le "storie da raccontare" alla vecchia maniera, che tuttavia riescono a trovare una strada loro 2) Una ventata di originalità, qualcosa di rivoluzionario nella forma e nei contenuti 3) La grande qualità degli attori e dei registi emergenti di quel tempo 4) C'è stato qualcuno che ha fatto rivivere Shakespeare (e non soltanto) sul grande schermo, con un intelligenza, un coraggio e una passione che non si erano mai visti prima. Un solo nome; sua maestà, Sir Kenneth Charles Branagh.venerdì, luglio 11, 2014
Rudyard Kipling
Con
questa lettera, datata 1910, Rudyard Kipling cercò di insegnare al
figlio a distinguere fra il bene e il male:
Se riesci a
conservare il controllo quando tutti
intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
se riesci ad aver fiducia in te quando
tutti
ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
o se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
o se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
o se ti odiano, a non
lasciarti prendere dall'odio,
e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
se riesci a sognare
e a non fare del sogno il tuo padrone;
se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
se riesci a far fronte al Trionfo
e alla Rovina
e trattare allo stesso modo quei due impostori;
se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
o a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
e piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
e trattare allo stesso modo quei due impostori;
se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
o a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
e piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
se riesci a fare un
mucchio di tutte le tue vincite
e rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
e perdere e ricominciare di nuovo dal principio
e non dire una parola sulla perdita;
se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
e a tener duro quando in te non resta altro
tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
e rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
e perdere e ricominciare di nuovo dal principio
e non dire una parola sulla perdita;
se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
e a tener duro quando in te non resta altro
tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
se riesci a parlare
con la folla e a conservare la tua virtù,
e a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro
e a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro
se tutti contano per te, ma nessuno
troppo;
se riesci a occupare il minuto inesorabile
dando valore
a ogni minuto che passa,
tua è la Terra e tutto ciò che è in
essa,
e - quel che è di più - sarai un Uomo, figlio mio!
domenica, luglio 06, 2014
Carl Gustav Jung
Non dobbiamo pretendere di capire il mondo solo con l'intelligenza: lo conosciamo, nella stessa misura, attraverso il sentimento. Quindi il giudizio dell'intelligenza è, nel migliore dei casi, soltanto metà della verità.
mercoledì, luglio 02, 2014
Bravi francesi!
In Francia l'analisi del film è materia d'esame di maturità, nonché per l'abilitazione all'insegnamento nelle scuole superiori delle discipline raggruppate sotto l'etichetta Ars plastiques.
venerdì, giugno 13, 2014
Il peggior cattivo nella storia del cinema?
Probabilmente Ian HoweIl (Sean Bean) del "Mistero dei Templari- National Treasure" di John Turteltaub (film per il resto delizioso).
lunedì, maggio 05, 2014
22 Febbraio 2014 - Torneo Sei Nazioni - Italia-Scozia
Quando ricordi quello che hai provato all'Olimpico, in quegli ultimi trenta secondi, dove il drop di quel dannato Duncan Weir ha fatto vincere la partita alla Scozia di un punto, ti resta un solo ricordo positivo di quel giorno.
lunedì, aprile 28, 2014
"Aprile 1945"
Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull'Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici.
A metà del pranzo la mamma si è messa improvvisamente a piangere per la gioia,
nessuno era più capace di andare avanti a parlare.
Che da stasera la gente ricominci a essere buona?
Spari di gioia per le vie, finestre accese a sterminio, tutti sono diventati pazzi,
ridono, si abbracciano, i più duri tipi dicono strane parole dimenticate.
Felicità su tutto il mondo è pace!
Infatti quante cose orribili passate per sempre.
Non udremo più misteriosi schianti nella notte che gelano il sangue e al rombo ansimante dei motori le case non saranno mai più così immobili e nere.
Non arriveranno più piccoli biglietti colorati con sentenze fatali,
Non più al davanzale per ore, mesi, anni, aspettando lui che ritorni.
Non più le Moire lanciate sul mondo a prendere uno qua
uno là senza preavviso, e sentirle perennemente nell'aria, notte e dì,
capricciose tiranne.
Non più, non più, ecco tutto;
Dio come siamo felici
(Dino Buzzati)
lunedì, aprile 14, 2014
Cosa diceva Shelley di Roma
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La nostra bussola in realtà non punta in una direzione precisa; vi darà una mano a guidare la nave, nel vasto mare della conoscenza.
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